La
centralina per il controllo dei dosimetri è un dispositivo usato per
determinare l'esposizione individuale alle radiazioni radioattive o
ionizzanti.
Le radiazioni
ionizzanti sono quelle
radiazioni
dotate di sufficiente energia da poter ionizzare gli
atomi (o le
molecole) con i quali vengono a contatto.
Da sempre l'uomo è
soggetto all'azione di radiazioni radioattive o ionizzanti naturali, alle quali si
da il nome di fondo di radioattività naturale. Il fondo di
radioattività naturale è dovuto sia alla radiazione terrestre
(radiazione prodotta da nuclidi primordiali o da nuclidi cosmogenici
in decadimento radioattivo) sia a quella extraterrestre (la
radiazione cosmica). Per la loro presenza l'uomo riceve mediamente
una dose di 2,4
millisievert/anno,
valore che però varia moltissimo da luogo a luogo. In Italia ad
esempio la dose equivalente media valutata per la popolazione è di
3,4 mSv/a. Questo valore deve costituire il riferimento per
eventuali valutazioni di rischio
radioprotezionistico.
La caratteristica di una radiazione di poter ionizzare un atomo, o
di penetrare più o meno in profondità all'interno della materia,
dipende oltre che dalla sua energia anche dal tipo di radiazione e
dal materiale con il quale avviene l'interazione. Le radiazioni
ionizzanti si dividono in due categorie principali: quelle che
producono ioni in modo diretto (le particelle cariche α , β−
e β+) e quelle che producono ioni in modo indiretto
(neutroni, raggi γ e raggi X).
I dosimetri in dotazione alla
centralina sono del
tipo TERMOLUNISCENZA, questi vengono utilizzati come dosimetri personali da
parte dei militari operanti in zone contaminati o dai tecnici esposti a
radiazioni Alfa Beta e Gamma. Il dosimetro in dotazione
consiste in un piccolo contenitore di plastica contenente cristalli di
fluoruro di litio o di altre sostanze chimiche dotate di simili proprietà di
termoluminescenza. Quando un cristallo di fluoruro di litio viene
colpito da radiazioni ionizzanti, si eccita e fa passare i propri elettroni
ad un livello energetico superiore;
successivamente, quando viene riscaldato,
il fluoruro di litio fa sì che gli elettroni ritornino al livello di
partenza, emettendo fotoni sotto forma di luce visibile. La quantità di luce
emessa è proporzionale alla dose di radiazioni assorbita dal dosimetro,e
pertanto consente una misurazione periodica della stessa. Lo strumento
presentato, verifica la termolumenescenza
assorbida dal dosimetro e
rivela la quantità di radiazione
assorbita nel tempo di esposizione.
La termoluminescenza è un
fenomeno fisico di emissione di luce da parte di alcuni cristalli
Gli elettroni in seguito all'irraggiamento naturale di
radiazioni alfa, beta e gamma, rimangono stabilmente "intrappolati".
In seguito al riscaldamento il materiale riceve energia che consente la
"liberazione" degli elettroni: l'energia accumulata viene emessa sotto forma
di fotoni (luce).
La tecnica viene utilizzata
anche in archeologia per la datazione della ceramica, molti dei cui
componenti, quali quarzi e feldspati sono termoluminescenti. La cottura del
manufatto elimina ogni termoluminescenza presente nei materiali che fanno
parte dell'impasto, ma l'irraggiamento ambientale porta con il passare del
tempo ad un nuovo accumulo di energia.
La tecnica è applicabile, oltre che alla ceramica, alla terra
o alle pietre di un focolare, alle terre di fusione dei bronzi, alle
sculture o decorazioni architettoniche in terracotta, ai mattoni,
oppure ancora alla lava solidificata di un'antica eruzione.
Per i forni da vasaio consente la datazione solo dall'ultimo utilizzo.
I
dosimetri

sono strettamente personali e devono essere sempre indossati
durante le attività che comportano rischi da radiazioni ionizzanti e
radioattivi. Dopo il
periodo di esposizione debbono essere inseriti nella centralina per il
controllo delle radiazioni accumulate.
I
dosimetri
sono gli strumenti
adatti a tenere sotto controllo, per un'intera giornata, per settimane o per
mesi, la dose accumulata dagli individui che lavorano in ambienti esposti
alle radiazioni,
devono essere conservati lontano da fonti di
calore o di radiazioni ionizzanti, non devono essere bagnati, danneggiati o
manomessi.
Il
dosimetro è uno strumento utilizzato per rilevare e misurare la dose di
radiazione ionizzanti a cui è esposto chi lo indossa, ed eventualmente anche
altri agenti di rischio. L’intervallo di radiazioni misurabili da un
dosimetro varia in base all’ambito in cui viene utilizzato.E' comunque da
ricordare che il valore massimo di radiazioni misurabile da un dosimetro,
che corrisponde ad un’esposizione letale per il soggetto, è di 500 rem.
Il costo della centralina e di 25 coppie di dosimetri individuali -NUOVI-